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Graffiti! Una questione ambigua

Aprile 30, 2008 · 1 Commento

I Graffiti, così come li conosciamo, sono uno sforzo per rompere gli angusti confini dell’accademia dell’arte, infatti ripropongono oggetti normali o battaglie di vita di ogni giorno cosi come la viviamo.

Agli inizi del movimento non ci sono stili né regole, si tratta di costruire una cultura senza limitazioni, inventando un genere: proprio per questo i primi writers lavorano quasi sempre di getto, senza progetti sulla carta, sui quali poi basarsi per la realizzazione a spray.

L’opera dei writers rimane nel suo insieme un forte segnale di reazione al comunemente detto “degrado urbano”, la testimonianza del permanere di una cultura giovanile e popolare, in grado di eleborare il disagio e la rabbia trasformandoli in espressione creativa.

Il writing rappresenta dunque la capacità di mettere in discussione, talvolta in modo rabbioso e inconsapevole, talvolta in modo artisticamente sorprendente, il monopolio culturale e comunicativo deigrandi media e la loro pretesa di stabilire a priori i confini fra arte e vandalismo, legalità e illegalità, e, soprattutto, legittimità e illegittimità di espressione.

“Un vero writer non imbratterebbe mai un monumento o un edificio antico. Un writer si ritiene un artista, e come tale rispetta l’arte altrui, e la storia dell’arte. E’ fondamentale chiarire bene questo punto: non si mescolino mai il problema dei writers con quello dei danneggiamenti agli edifici storici.Un writer ‘taggerà’ con piacere su un intonaco appena ridipinto, ma non toccherà mai i mattoni a vista di una chiesa. Chiunque lasciasse la propria firma su un monumento antico verrebbe stigmatizzato e criticato anche nello stesso ambiente, come uno che non rispetta le regole e che non sa quello che fa, uno sfigato”. 

 

Categorie: Writers · banksy · graffiti · street art
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1 risposta finora ↓

  • ANTI-GRAFFITI // Agosto 21, 2009 a 17:11 | Replica

    Ma apri gli occhi, non c’è un edificio che sia uno che è libero dalle scritte! Neanche gli edifici storici sono stati risparmiati da queste orde di scimmie paleolitiche. Il writer è sempre e comunque un cattivo esempio, e l’emulazione è un danno collaterale che non possiamo permetterci.

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